9, lug 2011 | Categoria: Senza categoria

Il 18 luglio del 2011 sarà il giorno di avvio di una grande rivoluzione per il mondo dell’online: si inaugureranno il poker cash e i casinò games, che gli operatori annunciano come i veri protagonisti del mercato.
Due nuove modalità che dovrebbero portare una nuova scossa ad un settore che sebbene non stesse subendo flessioni, si muoveva in un regime di stabilità che stava un poco preoccupando alcuni concessionari.

Fin ad oggi a poker è stato possibile giocare nella sola modalità “torneo”: l’utente si iscrive ad un torneo versando una somma prestabilita, una parte del denaro (l’85% circa) alimenta il montepremi totale e il resto va allo Stato e ai provider che organizzano il torneo.
Questa formula ha funzionato benissimo, il poker ha registrato un incremento di popolarità mai visto in passato, il Texas Hold’em è diventato un gioco diffusissimo. Ma evidentemente tutto ciò ora non è più sufficiente.

Ed ecco allora il poker cash, una manna per i pokeristi professionisti. La partita non prevede il classico mucchietto di fiches in cambio della quota di iscrizione, bensì ogni mano si gioca con soldi veri, con la possibilità di poter ricaricare fino a 1.000 euro per ogni sessione di gioco.
In molti hanno avanzato timori, dicendo che la cifra è troppo alta, ma alcuni dati basati sull’eperienza di altri paesi hanno messo a tacere molte preoccupazioni, perché la spesa media per una partita è di appena 5-6 euro con i tornei più costosi che alla fine sono una questione tra i vari professionisti.

Insomma, le partite con cifre da mille euro in gioco riguarderebbero solo i “professionisti del tavolo verde”, mentre la stragrande maggioranza dei giocatori dovrebbe tenersi su livelli molto ma molto più bassi.
Un ausilio per combattere la voglia di spendere ci sarà poi uno strumento di autolimitazione di spesa. Ogni giocatore dovrà impostare obbligatoriamente un tetto massimo che gli impedirà di andare oltre a quanto ha stabilito.

Con l’introduzione di questi nuovi giochi il mercato dell’online dovrebbe raggiungere i 12 miliardi di euro, circa il doppio di quanto incassato nel 2010.
La fetta più grossa è per il poker, con circa 6 miliardi di euro, 3,5 dal cash game e 2,5 miliardi dalla classica modalità torneo, il resto invece sarà dovuto all’apporto dei giochi di casinò.

Da qui a tre settimane dunque si avvierà una rivoluzione e se Aams si prepara a dare alla variante di poker più amata e anche più remunerativa, altri paesi stanno pensando di ritornare sui propri passi.
L’Italia ha scelto una via prudente, puntando su un progetto di lungo periodo, introducendo per primo la modalità torneo per poi passare al cash.
Ad ogni modo il cammino scelto dall’Italia sta facendo scuola, con altri paesi che hanno scelto di dotarsi di una normativa molto simile a quella italiana.